L’Osservatorio si propone di sviluppare ricerche finalizzate allo studio delle politiche interne al bacino del Mediterraneo e a quelle esterne in proiezione “extra-regionale” del Mediterraneo quale cerniera di raccordo non solo geografica ma anche culturale fra l’Europa e il Medio Oriente/Nord Africa, approfondendo aspetti di natura scientifica diversi tutti orientati a valorizzare lo strumento della cooperazione come opportunità per una convivenza liberamente condivisa. L’Osservatorio prevede la possibilità di dare vita a gruppi di ricerca individuati su specifici ambiti di lavoro. L’intento fondamentale resta comunque quello di offrire una visione interdisciplinare delle problematiche affrontate, sulla scorta della comune convinzione che a problemi complessi occorre dare risposte altrettanto articolate quanto esaustive. Il lavoro scientifico organizzato all’interno dell’Osservatorio prevede il coinvolgimento di varie figure professionali, e non solo afferenti al mondo accademico, così da offrire molteplici prospettive interpretative “spendibili” in ambiti altrettanto variegati: dall’università alle istituzioni politiche, dalla società civile al mondo dell’impresa. Tra gli obiettivi primari che l’Osservatorio si prefigge, grande attenzione viene riservata alla formazione dei giovani ricercatori (borsisti, dottorandi, assegnisti, etc.), specie quelli volenterosi di fare esperienze di studio e ricerca all’estero anche tramite programmi didattici organizzati secondo moduli di interazione cooperativa. L’Osservatorio promuove anche lo scambio di studenti e docenti di Università straniere. Lo scopo di simili opportunità non è solo quello di favorire l’acquisizione di ulteriori bagagli conoscitivi ma soprattutto di agevolare la formazione di una mentalità interculturale. L’Osservatorio si pone inoltre l’obiettivo di offrire all’Ateneo un supporto ulteriore dal punto di vista degli strumenti necessari ad elevare la propria qualità scientifica e didattica così da contribuire ad una migliore valutazione da parte degli organi ministeriali. A supporto della didattica è prevista la possibilità di attivare all’interno dell’Osservatorio specifici “Laboratori”, cogestiti da docenti e studenti, finalizzati alla organizzazione di seminari, convegni, presentazioni di libri, mostre, etc.


Si chiama Scienze Politiche Lab-med ed è lo spazio di ricerca e didattico predisposto all’interno del corso di “Laboratorio sulla mediazione Culturale” di Scienze politiche per approfondire una serie di questioni pratiche legate al complesso ruolo della mediazione (culturale, in primis, ma pure giuridica, sociologica, politico-istituzionale, antropologica, etc.). L’esperimento coinvolge studiosi, professionisti, accademici, personale delle ONG, insomma, soggetti che sono impegnati a disegnare nuove rotte dello spazio pubblico all’interno del quale il confronto con la diversità propone quesiti, solleva interrogativi, offre opportunità.

Gli studenti, ma pure i giovani ricercatori, possono approfondire profili diversi della mediazione e integrare il proprio bagaglio di conoscenze da spendere come cittadini, innanzitutto, ma pure in qualità di persone specializzate su tematiche sociali che necessitano di nuove modalità relazionali. Il coordinamento scientifico di “SP Lab-med” è affidato al prof. Gianfranco Macrì e al dott. Donato di Sanzo. La parte organizzativa invece alla dott.ssa Milena Durante. “SP Lab-med” collabora con l’Osservatorio sulla Cooperazione e la Sicurezza nel Mediterraneo” (OCSM) che dipende dal Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno (www.ocsm.it ).

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