La lettera del Vice Presidente Dombrovskis e del Commissario Gentiloni al Presidente dell’Eurogruppo sgombra il campo dalle polemiche circa le clausole di utilizzo del MES. Il meccanismo europeo di stabilità può erogare prestiti a condizioni di favore rispetto a quelle di mercato e senza i vincoli che ne regolano il normale funzionamento. Vige l’obbligo di destinare i fondi alle spese sanitarie collegate alla pandemia.

In un’intervista televisiva Poalo Gentiloni precisa che è valutazione autonoma degli stati membri rivolgersi al MES e che quelli maggiormente indebitati, e dunque con difficoltà ad approvvigionarsi sul mercato  a tassi favorevoli d’interesse, hanno la convenienza a farvi ricorso.

Resta aperta la partita del Recovery Fund, le relative proposte della Commissione sono attese per i prossimi giorni e saranno collegate alla revisione del QFP, il quadro finanziario pluriennale che fissa i tetti di spesa dei prossimi bilanci europei.

Nella stessa intervista il Commissario rileva l’esigenza che dalla politica monetaria comune si passi alla politica economica comune, la cui voce principale è la fiscalità. Non più concorrenza fiscale fra gli stati membri, nessuno dei quali è comunque “paradiso fiscale”, ma  armonizzazione. Si completerebbe così l’impianto dell’Unione economica e monetaria che fa da pendant all’Unione politica sin dal Trattato di Maastricht del 1993.

 Nell’indirizzo inaugurale a State of Union, la Festa d’Europa dell’Istituto Universitario Europeo, Charles Michel propone d’intitolare “Piano De Gasperi” la grande operazione di rilancio dell’economia europea che verrebbe dal pacchetto finanziario presto sul tavolo dei Ventisette. Il richiamo al Piano Marshall, dal nome del Segretario di Stato USA, è utile ai fini storici, l’Europa deve valorizzare il retaggio dei padri fondatori, fra cui Alcide De Gasperi, per lanciarsi verso il futuro della maggiore integrazione.

E’ presto per cantare vittoria, i conti si faranno alla fine dell’anno quando i vari strumenti dovrebbero entrare in funzione. Di certo, grazie ad alcune personalità, si respira un’aria diversa a Bruxelles. Francoforte non è da meno. La Presidente della BCE esibisce la fierezza dell’autonomia rispetto alle rivendicazioni nazionali della Corte costituzionale tedesca. La Banca Centrale risponde solo al Parlamento europea e continuerà la sua azione “indisturbata”.

di Cosimo Risi